Dear Greg ~ There is a long and interesting Wikipedia article on the Grandmesnil family found at the following weblink: https://fr.wikipedia.org/wiki/Guillaume_de_Grandmesnil Scribla: la fin d'un château d'origine normande en Calabre (2010) by Anne-Marie Flambard Héricher includes two references to a later charter of Mabilia, wife of Guillaume (or Guglielmo) de Grandmesnil: pg. 8 "En outre, dans une charte de l'abbaye Santa Maria della Mattina datant de la fin de l'année 1128 ou du début 1129, Mabille, veuve de Guillaume de Grandmesnil, fait don au monastère de deux terres situées «in tenimento Sagicte» dont la charte precise les limites ..." pg. 23. En 1130, c'est Mabilla, veuve de Guillaume de Grandmesnil, qui fait don à l'abbaye Santa Maria della Mattina de terres qu'elle possède dans le tenement "Sajetta." On y trouble pour la première fois la mention d'une dédicace à saint Antoine: via que descendit apud Sanctum Antonium de Stribula. Il est possible qu'un oratoire, ou une chapelle, voire une église dédiée à ce saint, a été édifié ..." Elsewhere I find that Pratesi, Carte latine di abbazie calabresi provenienti dall'archivio Aldobrandini (1958): 34 refers to the same charter: "Mabilia contessa, vedova di Guglielmo di Grantmesnil, dona per l'anima sua e dei parenti, vivi e defunti, all'abbazia di S. Maria della Matina due terre nella tenuta Sajetta." Mazza, Castrovillari: storia, cultura, economia (2003): 48-49 provides more specific information regarding the elder Guillaume de Grandmesnil (died 1108/14), signore of Castrovillari, and his wife, Countess Mabilia (living 1132). Mazza's discussion include mention of their sons, Guillaume/Guglielmo and Roger [recte Robert]. "Bandita la prima crociata, Guglielmo di Grantmesnil si schierò nel contingente imperiale insieme con i fratelli Ivo ed Alberico, che nel 1096 lo avevano raggiunto a Costantinopoli. Come nota Olderico Vitale, Guglielmo non eccelse per valore se, durante l'assedio di Antiochia da parte dei Turchi, si diede alla fuga, calandosi dalle mura insieme con altri nobili, che per tale gesto furono qualificati "furtivi fanaboli." E Pasquale II non esitò a comminargli la scomunica nel 1100. Quando sia tornato in Calabria insieme con la famiglia è difficile stabilirlo, dato il silenzio delle fonti a tale proposito, ma la censura papale dovette probabilmente escluderlo da una gestione diretta di quelle terre che Mabilia aveva portato in dote e delle quali, Castrovillari inclusa, continuava ad essere domina. E tale rimase dopo la morte del marito, avvenuta tra il 1108 e il 1114. In una carta del 1130 con la quale si confermavano al monastero benedettino di Santa Maria della Matina alcune terre nel territorio di Castrovillari, Mabilia appose la firma dichiarandosi "comitissa." Ma, nel ricordare contestualmente di essere stata moglie "quondam Guillelmi protoplaustro de Gratamanilla", non fa riferimento ad una funzione comitale del marito, del quale ricorda solo il titolo imperiale ricoperto. Che Mabilia sia stata, perciò, contessa di Castrovillari risulta altresì confermato da un'ingiunizione con la quale nel 1234 Matteo Marchafaba, funzionario della dogana imperiale di Federico II, ordinò ai procuratori del demanio di Castrovillari di non molestare il monastero della Matina essendo tale proprietà concessa appunto dala figlia del Guiscardo. In altri documenti, come una donazione del 1122 al monastero di Santa Maria del Patire, tra Rossano et Corigliano, Mabilia ricorda di essere filia "felicissimi Roberti Viscardi", sottoscrivendo insieme con il figlio Guglielmo, che si qualifica appunto semplicemente come suo figlio. Di Mabilia non si hanno più notizie dopo il 1132. La tradizione erudita locale pone al 1129 un tentativo di ribellione posto in atto da parte del figlio Ruggero di Grantmesnil, fratello minore di Guglielmo, stroncato dai fedili de Ruggero II. Vero è che alle morta di Mabilia Castrovillari venne assorbita nel demanio regio insieme con le altre località ad essa soggette, e tale rimase sino agli inizi dell'Età moderna." The above indicates that Guillaume/Guglielmo, the son of Countess Mabilia, was living in 1122. Mazza explains that his brother "Roger" [recte Robert] de Grandmesnil rebelled in 1129. The Wikipedia article adds that Robert subsequently abandoned his Italian fiefdoms and left southern Italy to join his family "beyond the Alps" (probably in Normandy). If Robert de Grandmesnil had a niece, Pernel, I assume she would have been brought to Normandy at that time, and thus brought into the orbit of the Earls of Leicester. Eventually as heiress of the large Grandmesnil honour in Normandy, she would have proved an attractive bride for young Robert de Bréteuil, future Earl of Leicester. Best always, Douglas Richardson, Salt Lake City, Utah
On 9/05/2017 3:41 PM, Douglas Richardson wrote: > Dear Greg ~ > > There is a long and interesting Wikipedia article on the Grandmesnil family found at the following weblink: > > https://fr.wikipedia.org/wiki/Guillaume_de_Grandmesnil > > Scribla: la fin d'un château d'origine normande en Calabre (2010) by Anne-Marie Flambard Héricher includes two references to a later charter of Mabilia, wife of Guillaume (or Guglielmo) de Grandmesnil: > > pg. 8 "En outre, dans une charte de l'abbaye Santa Maria della Mattina datant de la fin de l'année 1128 ou du début 1129, Mabille, veuve de Guillaume de Grandmesnil, fait don au monastère de deux terres situées «in tenimento Sagicte» dont la charte precise les limites ..." > > pg. 23. En 1130, c'est Mabilla, veuve de Guillaume de Grandmesnil, qui fait don à l'abbaye Santa Maria della Mattina de terres qu'elle possède dans le tenement "Sajetta." On y trouble pour la première fois la mention d'une dédicace à saint Antoine: via que descendit apud Sanctum Antonium de Stribula. Il est possible qu'un oratoire, ou une chapelle, voire une église dédiée à ce saint, a été édifié ..." > > Elsewhere I find that Pratesi, Carte latine di abbazie calabresi provenienti dall'archivio Aldobrandini (1958): 34 refers to the same charter: > > "Mabilia contessa, vedova di Guglielmo di Grantmesnil, dona per l'anima sua e dei parenti, vivi e defunti, all'abbazia di S. Maria della Matina due terre nella tenuta Sajetta." > > Mazza, Castrovillari: storia, cultura, economia (2003): 48-49 provides more specific information regarding the elder Guillaume de Grandmesnil (died 1108/14), signore of Castrovillari, and his wife, Countess Mabilia (living 1132). Mazza's discussion include mention of their sons, Guillaume/Guglielmo and Roger [recte Robert]. > > "Bandita la prima crociata, Guglielmo di Grantmesnil si schierò nel contingente imperiale insieme con i fratelli Ivo ed Alberico, che nel 1096 lo avevano raggiunto a Costantinopoli. Come nota Olderico Vitale, Guglielmo non eccelse per valore se, durante l'assedio di Antiochia da parte dei Turchi, si diede alla fuga, calandosi dalle mura insieme con altri nobili, che per tale gesto furono qualificati "furtivi fanaboli." E Pasquale II non esitò a comminargli la scomunica nel 1100. Quando sia tornato in Calabria insieme con la famiglia è difficile stabilirlo, dato il silenzio delle fonti a tale proposito, ma la censura papale dovette probabilmente escluderlo da una gestione diretta di quelle terre che Mabilia aveva portato in dote e delle quali, Castrovillari inclusa, continuava ad essere domina. E tale rimase dopo la morte del marito, avvenuta tra il 1108 e il 1114. In una carta del 1130 con la quale si confermavano al monastero benedettino di Santa Maria della Matina alcune terre nel territorio di Castrovillari, Mabilia appose la firma dichiarandosi "comitissa." Ma, nel ricordare contestualmente di essere stata moglie "quondam Guillelmi protoplaustro de Gratamanilla", non fa riferimento ad una funzione comitale del marito, del quale ricorda solo il titolo imperiale ricoperto. Che Mabilia sia stata, perciò, contessa di Castrovillari risulta altresì confermato da un'ingiunizione con la quale nel 1234 Matteo Marchafaba, funzionario della dogana imperiale di Federico II, ordinò ai procuratori del demanio di Castrovillari di non molestare il monastero della Matina essendo tale proprietà concessa appunto dala figlia del Guiscardo. In altri documenti, come una donazione del 1122 al monastero di Santa Maria del Patire, tra Rossano et Corigliano, Mabilia ricorda di essere filia "felicissimi Roberti Viscardi", sottoscrivendo insieme con il figlio Guglielmo, che si qualifica appunto semplicemente come suo figlio. Di Mabilia non si hanno più notizie dopo il 1132. La tradizione erudita locale pone ! al 1129 un tentativo di ribellione posto in atto da parte del figlio Ruggero di Grantmesnil, fratello minore di Guglielmo, stroncato dai fedili de Ruggero II. Vero è che alle morta di Mabilia Castrovillari venne assorbita nel demanio regio insieme con le altre località ad essa soggette, e tale rimase sino agli inizi dell'Età moderna." > > The above indicates that Guillaume/Guglielmo, the son of Countess Mabilia, was living in 1122. Mazza explains that his brother "Roger" [recte Robert] de Grandmesnil rebelled in 1129. The Wikipedia article adds that Robert subsequently abandoned his Italian fiefdoms and left southern Italy to join his family "beyond the Alps" (probably in Normandy). If Robert de Grandmesnil had a niece, Pernel, I assume she would have been brought to Normandy at that time, and thus brought into the orbit of the Earls of Leicester. Eventually as heiress of the large Grandmesnil honour in Normandy, she would have proved an attractive bride for young Robert de Bréteuil, future Earl of Leicester. You can't do history by Google Books snippets, or genealogy by ignoring any posts that don't reflect well on your own. If Robert had a niece then he would have usurped her rights to her father's inheritance in Calabria. As the son of a disgraced man, who had gone from Normandy to Italy long before, he would hardly have presented himself in England much less with a niece in tow who was supposed to be his dead brother's heiress despite his own earlier conduct. And as I mentioned before, there is no evidence whatsoever that his brother William ever married. As a grandson of Robert Guiscard, we would certainly expect to find some record of it if he survived long enough to have offspring. We would also expect to find some trace of Pernel's very grand relatives in Italy. And by the way, the dating of the last known charter of Robert's mother, Guiscard's daughter Mabilia, to 1132 is dubious - the year AM corresponds to 1128, the indiction to 1132 (the charter must be a forgery if the year is correct, though I doubt that it is). She evidently called herself 'countess' as the widow of a Byzantine protosebastos - her husband William held that rank according to her, and had held office as domestikos in Constantinople according to another source. She did not use the title countess in all her extant charters. Peter Stewart
On 9/05/2017 3:41 PM, Douglas Richardson wrote: > The Wikipedia article adds that Robert subsequently abandoned his Italian fiefdoms and left southern Italy to join his family "beyond the Alps" (probably in Normandy). This is often stated, but Robert's travels after he was expelled from Calabria are unknown. In the course of his tantrum at Montalto he reportedly threatened to decamp over the Alps. This seems to have been a ploy to get more lordships from Roger II. However, when these failed to materialise Robert did not Italy leave as promised, and instead returned to his father's possessions at Oriolo and Castrovillari, prepared for a fight. In this Roger II did oblige him, besieging his towns and forcing him to abandon them in the spring of 1130. We don't know what became of him afterwards. The idea that he was allowed liberty to seek out his dead brother's widow (if she was still alive) in order to take his niece (the proper heiress of Oriolo etc.) with him into exile is far-fetched at best. Basing genealogical conjectures on information from Wikipedia articles is hazardous at best. Peter Stewart