E' fatta: Microsoft dischiude i codici di Windows! L'annuncio della liberazione definitiva dai vincoli del CopyRight sui codici sorgenti di Windows da parte di Microsoft sta provocando un vero e proprio terremoto in ambito finanziario e non solo. Lo straordinario annuncio non è stato preceduto da nessuna avvisaglia di questa brusca virata da parte del colosso di Redmond, ma a quanto pare la decisione, maturata nel più assoluto riserbo, è stata presa dopo che Bill Gates in persona ha comunicato ai suoi più stretti collaboratori che tale decisione rappresentava l'unica possibilità di ripresa per l'azienda, nonchè la soluzione definitiva a tutti i problemi giudiziari in cui è invischiata. Pare ci sia stata anche una parziale ammissione di Gates in merito al fatto che, con il passaggio ad una licenza simile a GPL, il codice di Windows avrebbe potuto essere finalmente visionato da parte di una comunità di sviluppatori molto più ampia e preparata, in grado di risolvere una volta per tutte le numerose falle di sicurezza presenti nei prodotti della Microsoft. Con questa rivoluzionaria decisione, con l'intenzione di incalzare il montante successo in ambito mondiale di Linux e dei prodotti 'Open Source', Gates intende rivolgersi al mercato dei computer in modo completamente differente rispetto al passato, scegliendo di offrire gratuitamente una suite completa di prodotti software per uso domestico. L'offerta sarà ancora a pagamento per le aziende, per le quali il costo, che non sarà più esorbitante come è stato fino ad ora, sarà limitato a quello dei servizi di supporto ed assistenza. I dettagli della nuova strategia sono ancora in via di definizione, ma l'ufficio stampa della Microsoft sembra sia stato colto di sorpresa quasi quanto il popolo della rete. Le ripercussioni di questa decisione si faranno sentire a lungo in ambito informatico: si schiudono prospettive rivoluzionarie a lungo termine per tutti coloro che operano nel settore, con possibilità di scambio e condivisione di informazioni non più vincolate dal CopyRight. A questo punto, è legittimo aspettarsi decisioni analoghe da parte di altri giganti del settore: SUN, HP, Cisco ed altre aziende potrebbero scegliere di adottare la stessa strategia di mercato, anche se la motivazione non dichiarata che rende tale scelta impellente, ovvero la risoluzione delle problematiche relative alla sicurezza, potrebbe non essere sentita da parte dei produttori che offrono prodotti sicuramente più robusti dei quelli di Microsoft. E' bene ricordare che già un altro gigante, IBM, ha adottato un prodotto open source per le proprie piattaforme. Inoltre tale scelta potrebbe essere la spallata definitiva alla causa, già traballante, intentata da SCO contro Linux per violazione del CopyRight di Unix. I sales rapresentative di Microsoft di tutte le aree mondiali dove vengono offerti i prodotti dell'azienda di Redmond hanno dichiarato, per ora non ufficialmente, di essere pronti a modificare la rete di distribuzione dei prodotti e servizi in modo tale da soddisfare appieno le necessità che si presenteranno con la nuova politica voluta da Bill Gates. L'attesa maggiore, probabilmente, è per le reazioni dei partner commerciali di Microsoft, che per ora non hanno rilasciato alcuna dichiarazione. L'impatto di questa scelta sarà per loro devastante: tale decisione, sicuramente sofferta da parte di Gates, può essere un trampolino di lancio per il futuro, ma dal punto di vista economico solo Microsoft può sopportarne i costi; per le aziende più piccole, la perdita di questo tipo di mercato può rappresentare la fine. Forse è in quest'ottica che Gates si sta muovendo: soffocare con una semplice mossa le aziende che si muovono nell'open source, a costo di sacrificare anche le aziende che hanno collaborato con lui nella realizzazione di Windows e che per tale sistema creano software a pagamento. In effetti, chi vorrà passare al pinguino, ora che Windows è gratuito?