On 28 Aug 2002 13:09:47 -0700, falcone@juno.com (Anthony M. Falcone) wrote: >1. For the men who are listed, I saw a few entries where their sons >were taxed at half the regular amount, and others who were taxed at >full amount. At what age are they elegible to be taxed? Uhm, I don't know. It's different from place to place >2. While most men's occupation was "bracciale", which i guess means >"share-cropper" or similar, I saw several men whose occupation was (as >far as I could read the handwriting) "desegrito". Any clue what that >could mean? the correct italian name is 'bracciante'. it means 'farmhand', not share-croppers, which is 'mezzadro' in Italian. The difference among the two seems little but it was relevant to our ancestors. A farmhand get only a little payment (money but mostly edible goods) whereas sharecroppers usually took about half of the harvest. Can't understand 'desegrito', could it be disoccupato (unemployed) ? >3. When two people have the same first name and the same last name, >the second entry contains two last names. I speculate that it's the >mother's maiden name, so as to differentiate these two individuals on >paper. Can anyone confirm this? Sometimes, but not always. Sometimes people used places name as second surname, sometimes they used the father's (or, more rarely, the grandfather's) name. Sometimes they used a nickname. Could you do an example of your findings ? :) >4. How often were Catasti Onciari taken? I believe the last one for >my town was in 1805, before Napoleon took over. I don't know for sure. I found this interesting passage about them, though: IL CATASTO ONCIARIO Il Catasto Onciario venne istituito da Carlo III di Borbone con Real Dispaccio del 4 ottobre 1740, al quale fecero seguito le Prammatiche, emanate tra lottobre 1740 e il marzo 1742, dalla Regia Camera della Sommaria. In queste Prime Istruzioni erano contenute le indicazioni riguardanti solo la prima parte del procedimento di catastazione, di competenza delle Università: le modalità di compilazione degli atti preliminari, dellapprezzo e delle rivele; mancavano ancora quelle relative alla procedura di formazione dellonciario vero e proprio. Inizialmente di competenza dellamministrazione centrale, solo con le Seconde Istruzioni, emanate nel settembre del 1742, anche la compilazione dellonciario veniva affidata alle Università del Regno. Al complesso delle disposizioni si erano aggiunte, nel 1741, quelle derivate dal Concordato stipulato con la Santa Sede e riguardanti le modalità di tassazione dei beni ecclesiastici: per intero quelli acquisiti posteriormente al Concordato stesso, e per metà quelli posseduti prima del 1741. Il catasto onciario appariva come una innovazione tecnico-documentale, seguita ad una politica riformatrice avviata da Carlo III nel Regno di Napoli e finalizzata a diminuire la sperequazione fiscale. Dal punto di vista tecnico e funzionale la formazione del catasto era affidata agli amministratori, ossia ai sindaci ed eletti che compongono il corpo dellUniversità. Erano questi a produrre, o acquisire, gli atti preliminari, bandi, status animarum e attestazioni varie e a seguire tutto il complesso procedimento di accertamento del possesso dei beni e conseguente imposizione fiscale. Il primo bando riguardava la formazione e lesibizione delle rivele. A questo ne seguiva un altro, per la convocazione ad sonum campane del pubblico parlamento, per lelezione dei sei deputati due del primo ceto, due del mediocre, e li restanti due dellinferiore e di quattro estimatori due cittadini e due forestieri. I sei deputati erano preposti, in un successivo momento, allo spoglio delle stesse rivele e alla loro discussione unitamente allapprezzo. Agli estimatori competeva, invece, solo la compilazione di questultimo. Con un ulteriore bando veniva resa pubblica la discussione, momento fondamentale di tutto il procedimento, durante la quale si eseguivano una sorta di controllo incrociato tra le varie tipologie documentali, mirato alla redazione del grande libro dellonciario. Gli atti preliminari dovevano contenere le attestazioni sul patrimonio sacro di sacerdoti, gli status animarum acquisiti dalle parrocchie e da utilizzarsi per il controllo anagrafico delle rivele, le attestazioni degli amministratori riguardanti gli elenchi di fuochi assenti, nonché tutti i documenti probanti la soggezione della partita catastale ad eventuali pesi. La rivela era invece espressa in prima persona dal diretto interessato, dal capofamiglia nel caso di nucleo familiare. In questultimo caso essa conteneva tutte le generalità dei componenti il fuoco. Seguivano poi le dichiarazioni dal capo-fuoco sulla casa di abitazione, il possesso di eventuali beni immobili, di beni mobili, animali o altri dati rilevanti, e infine leventuale soggezione a pesi come censi o debiti. Erano tenuti a presentare la rivela tutti i capifamiglia residenti nel territorio dellUniversità, cittadini o forestieri, anche se nullatenenti, gli ecclesiastici e i fuochi assenti. Parimenti erano obbligati alla presentazione anche gli enti religiosi che ricadevano nel territorio dellUniversità. Il secondo atto del procedimento catastale consisteva nella pubblicazione, da parte degli amministratori dellUniversità, del Bando per la convocazione del Pubblico Parlamento per lelezione dei sei deputati e dei quattro estimatori. Gli estimatori erano incaricati della materiale realizzazione dellapprezzo, mentre i deputati dovevano anche provvedere allo spoglio delle rivele e alla discussione delle stesse. Lapprezzo aveva per oggetto i soli beni immobili ad eccezione dei fabbricati, e la sua attendibilità si fondava essenzialmente sulla capacità professionale degli estimatori, agrimensori e buoni conoscitori del territorio. Lapprezzo aveva inizio in un punto del territorio dellUniversità e proseguiva in maniera circolare fino a ricongiungersi al punto di partenza. Le annotazioni registrate quotidianamente dagli estimatori sui cosiddetti squarciafogli, venivano poi trasferite sul libro dellApprezzo. Il terzo atto del procedimento catastale era rappresentato dalla discussione delle rivele e dellapprezzo. Detta discussione resa nota per mezzo di un apposito bando, era pubblica, e si concludeva con la redazione del cosiddetto libro dellOnciario. Lonciario si presenta distinguibile in due parti, nella prima si susseguono le partite catastali, riprodotte nella loro struttura molto similmente ai risultati forniti dagli spogli delle rivele, e articolate nelle categorie fiscali dei residenti (cittadini, vedove e donne del TerzOrdine, ecclesiastici, forestieri abitanti), dei non residenti (forestieri bonatenenti) ed degli enti religiosi (chiese, conventi, parrocchie, cappelle, ospedali, ecc.). Nella seconda parte è riportata la cosiddetta collettiva generale delle once a cui seguono lo stato discusso e il complesso meccanismo di determinazione delle aliquote fiscali per ciascuna categoria di contribuenti. La partita catastale si apriva con la composizione del nucleo familiare, nel quale molto similmente alla rivela - di seguito al capofuoco, venivano indicati gli altri componenti il nucleo, prima la moglie, poi i figli, e infine, se presenti, eventuali altri conviventi, anche non legati da vincoli di parentela. La successiva indicazione riguardava il cosiddetto testatico, ovvero la tassa applicata al capofuoco, tranne nel caso in cui questi viveva nobilmente. Allindicazione del testatico seguivano le once di industria, applicate ai lavoranti maschi di età superiore ai quattordici anni. In una mescolanza di persone e di beni tipica della catastazione borbonica, seguiva lindicazione dei beni, iniziando dalla casa di abitazione del fuoco, esentata peraltro dalla imposizione fiscale, e, successivamente, eventuali altre abitazioni, se in possesso, gli appezzamenti di terreno, con lindicazione approssimata dellestensione, dei confini, della tipologia colturale, ed infine lestimazione della rendita, tradotta in once. Unaltra indicazione riguardava i beni mobili, soprattutto interessi derivati dalla concessione di prestiti, o anche riscossioni di censi o canoni. Venivano inoltre descritti i capi di bestiame, dei quali veniva specificato leventuale rapporto contrattuale esistente, nel caso fossero affidati a terzi, oltre che lestimazione della rendita. La partita catastale si concludeva con lindicazione minuziosa dei pesi, ove presenti, specificando anche la persona o lente cui era destinato il pagamento. Dalla differenza tra il reddito imponibile lordo e i pesi in deduzione si otteneva il reddito imponibile netto, sempre espresso in once, utilizzato successivamente per la liquidazione della tassa. I'm sorry I couldn't help you more than this, Fabio